L’efficacia dei corsi di Primo Soccorso nella tutela della salute e della sicurezza degli ambienti di lavoro

Il primo soccorso è da sempre considerato uno dei capisaldi nella gestione della salute e sicurezza degli ambienti di lavoro, tanto da essere inserito nelle misure generali di tutela del D.Lgs. 81/08. In quest’ottica appare utile effettuare una panoramica della situazione, passando in rassegna gli elementi principali di tale tematica con particolare riferimento al ruolo dei corsi di Primo Soccorso.

In primo luogo, come evidenziato anche in alcune pubblicazioni dell’INAIL, bisogna sottolineare l’importanza del concetto di efficacia. Un sistema di Primo Soccorso per essere adeguato a prevenire infortuni e gestire al meglio le emergenze, deve essere sottoposto a verifica della propria efficacia, altrimenti si rischia che esso resti soltanto un mero adeguamento normativo.

Questa riflessione può essere applicata ai diversi elementi che costituiscono l’organizzazione del Primo soccorso, compresa la fase della formazione degli addetti. I corsi di Primo soccorso vengono, solitamente, effettuati mediante un approccio tradizionale, che prevede una parte teorica ed una parte di addestramento pratico. In molti casi, però, questa metodologia può risultare scarsamente efficace per i seguenti motivi:

  • gruppi di studio troppo numerosi a causa del contenimento dei costi;
  • rapporto docenti/discenti troppo basso;
  • tempi per l’addestramento sottodimensionati rispetto alla parte teorica.

Quest’ultimo punto risulta particolarmente significativo se accostato alle dinamiche di apprendimento degli esseri umani. E’, infatti, assodato che il cervello umano riesce ad acquisire quasi il 90% delle informazioni che legge e (successivamente) mette in pratica. Tale percentuale scende a circa il 10% se le stesse informazioni vengono soltanto lette. Pertanto, in una situazione di forte stress emotivo come può essere definita un’emergenza, l’addetto al Primo Soccorso, se non addestrato in maniera adeguata, potrebbe facilmente correre il rischio di andare nel panico. Per evitare che ciò accada sarebbe consigliabile, così come indicato anche dalle linee guida ERC (European Resuscitation Council) per la riabilitazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore, aumentare la frequenza degli aggiornamenti dell’addestramento (re training) in modo da rendere i comportamenti degli addetti quasi automatici e meno condizionati dall’emotività.

Ciò fornisce lo spunto, per sottolineare un’altra criticità relativa al ruolo di addetto al Primo Soccorso. Gli addetti, nella maggior parte dei casi, vengono scelti direttamente dal datore di lavoro, non tenendo conto delle attitudini e delle motivazioni personali. Un lavoratore motivato ed eventualmente dotato di una certa esperienza sul campo (volontariato, protezione civile, croce rossa ….) seguirà i corsi di Primo Soccorso in maniera più proficua, affrontando la situazione di emergenza con maggiore efficacia.

Per quanto riguarda i contenuti dei corsi di Primo Soccorso risulterebbe, inoltre, molto utile organizzare gli argomenti, focalizzandoli sulla realtà produttiva delle aziende e sui i rischi evidenziati nel DVR. A tal proposito, anche per le cassette di Primo Soccorso sarebbe più opportuno predisporre il loro contenuto sulla base dei rischi presenti sul luogo di lavoro.

Per concludere, un’ultima precisazione va fatta relativamente alle modalità di erogazione della formazione. Secondo quanto espresso dal Ministero del Lavoro, i corsi di Primo Soccorso non possono essere svolti completamente in modalità e-learning, perché, come riportato nel DM 338/2003, sono costituiti da una parte pratica obbligatoria che va effettuata in aula.

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