L’impatto delle procedure standardizzate nell’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi

A sei mesi dall’entrata in vigore, per le aziende fino a 10 dipendenti, dell’obbligo di redazione del Documento di Valutazione dei Rischi secondo le procedure standardizzate, appare utile tracciare un primo bilancio.

Gli argomenti di discussione inerenti questa tematica sono molteplici: dal campo di applicazione alle richieste di chiarimento; dall’approccio metodologico utilizzato per la realizzazione delle procedure, agli strumenti di supporto per le aziende e così via.

Come prima cosa, risulta utile illustrare brevemente, il contenuto dei quattro moduli, di cui si compongono le procedure standardizzate:

  • Dati anagrafici dell'azienda, ciclo produttivo e mansioni
  • Rilevamento ed elenco dei pericoli presenti in azienda;
  • Valutazione dei rischi associati ai pericoli presenti nel sito produttivo, misure di prevenzione e protezione messe in atto;
  • Programma di miglioramento (misure e azioni necessarie a garantire il costante miglioramento dei livelli di sicurezza nel tempo).

Lo scopo fondamentale di queste procedure è quello di consentire la realizzazione di Documenti di Valutazione dei Rischi più sintetici, attraverso l’articolazione di un percorso di valutazione più schematico e rapido.

A semplificare ulteriormente il processo di valutazione, intervengono tutta una serie di strumenti di supporto, che agevolano il valutatore nel suo operato. Tali strumenti sono costituiti dai profili di rischio per comparto, reperibili nell’apposita banca dati dell’INAIL. All’interno delle schede di rischio sono, inoltre, presenti dei collegamenti, che consentono di accedere ad ulteriori strumenti quali: check list, elenco e schede dei macchinari, lista dei DPI, buone prassi, ecc… L’innovazione apportata dalle procedure standardizzate, pertanto, non è da ricercare nella metodologia, che anche per motivi normativi resta sempre la stessa, ma piuttosto nella semplificazione consentita dall’introduzione di questi strumenti di supporto.

Per quanto riguarda le criticità emerse in questi primi sei mesi di procedure standardizzate, nella maggior parte dei casi, esse riguardano le seguenti tematiche:

  • Quali aziende possono avvalersi delle procedure standardizzate;
  • Richieste di chiarimento sull’utilizzo dei moduli che costituiscono le procedure ed il Documento di Valutazione dei Rischi;
  • Modifiche apportate dal cosiddetto “Decreto del Fare”.

Per rispondere alla prima istanza bisogna far riferimento al D.Lgs. 81/08 e più specificatamente all’art. 29 co. 5,6,7, la cui interpretazione continua a generare confusione nel lettore. L’articolo in questione descrive il campo di applicazione delle procedure standardizzate, definendo quali aziende possono o non possono avvalersene. Questa suddivisione, però, non appare molto netta, in quanto non si riesce ancora a comprendere con certezza se le aziende fino a 10 dipendenti, ma con un profilo di “rischio rilevante”, sono o meno escluse dall’utilizzo delle procedure. Neanche il Decreto Interministeriale del 30/11/2012 (Decreto di recepimento delle procedure standardizzate) riesce a far chiarezza, poiché su questo argomento fornisce delle indicazioni contraddittorie. Per risolvere questo dibattito interpretativo, sarebbe auspicabile che il Legislatore mettesse mano alla norma, riscrivendo in maniera più chiara l’art. 29 del D.Lgs. 81/08.

Per far fronte alle numerose richieste di chiarimento in merito all’utilizzo dei moduli delle procedure standardizzate risultano, invece, molto efficaci le FAQ pubblicate sull’apposito portale del Ministero del Lavoro.

Infine, in merito alle modifiche che sono state introdotte dal “Decreto del Fare”, un argomento molto rilevante riguarda l’ulteriore semplificazione della procedura per le aziende con classe di rischio basso. L’INAIL, su richiesta del Ministero, si sta già occupando della definizione di tale tipologia di aziende e lo sta facendo sulla base di dati oggettivi, quali: flussi informativi, percentuale di infortuni e decessi, ecc… Per quanto riguarda il modello che dovrà essere utilizzato dalle aziende ed il futuro decreto di attuazione di tali modifiche, per il momento nulla è dato sapere.

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