L’importanza del corso antincendio nella Prevenzione incendi

La prevenzione incendi, soprattutto in un Paese come l’Italia dove l’incidenza di tali fenomeni è molto elevata, assume sempre più un ruolo fondamentale nella sicurezza degli ambienti di lavoro. In quest’ottica il corso antincendio diventa determinante nella formazione e nell’addestramento degli addetti all’emergenza.

News2A supporto di tale considerazione interviene anche il recente aggiornamento del manuale Inail “Formazione antincendio- Gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”. Il documento, proponendosi come strumento didattico per la formazione degli addetti antincendio, anticipa alcune tematiche dei futuri decreti sulla prevenzione incendi, previsti dall’Art. 46 co. 3 del Testo Unico della Sicurezza. Secondo quanto riportato nell’articolo, uno dei temi che dovrà essere approfondito nei futuri decreti riguarderà la definizione delle caratteristiche del servizio di prevenzione e protezione incendi, nonché i requisiti e la formazione del personale addetto al’emergenza.

Il documento dell’Inail, inoltre, anticipa alcune modifiche per le attività incluse nella categorie di rischio presenti nel DPR 151/2011:

  • Tutte le attività che fanno parte delle categorie A e B del DPR 151/2011 saranno considerate a rischio medio;
  • Tutte le attività che ricadono nella categoria C del medesimo Decreto saranno definite a rischio elevato
  • L’aggiornamento per il corso antincendio degli addetti all’emergenza sarà triennale con una durata di 2,5 e 8 ore a seconda del livello di rischio presente nel luogo di lavoro;

Tutte le attività che ricadono nelle categorie B e C avranno bisogno di un attestato tecnico rilasciato da Vigili del Fuoco.

Un’altra pubblicazione molto interessante nel settore dell’antincendio è stata di recente realizzata dalla Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige. Il documento dal titolo “Criteri generali di prevenzione incendi”, tenendo conto di quanto disposto dal DPR 151/2011 e delle modifiche apportate dal cosiddetto “Decreto del Fare”, fornisce una serie di nozioni teoriche e tecniche sui concetti di prevenzione e protezione incendi.

Il testo suddivide la protezione antincendio in due categorie:

  • Prevenzione incendi, denominata anche protezione preventiva;
  • Protezione antincendio attiva.

Queste due macro categorie anche se con metodi, tecniche e apparati organizzativi differenti, perseguono entrambe gli stessi scopi, che in ordine di importanza sono i seguenti:

  • Sensibile riduzione del pericolo e dei danni degli incendi per gli esseri umani;
  • Riduzione al minimo dei danni economici derivanti da eventi di natura incendiaria.

Anche in questo caso, un’adeguata formazione ed un alto grado di addestramento degli addetti all’emergenza e delle forze di soccorso costituiscono un fattore determinate nel raggiungimento degli obiettivi appena citati.

Per quanto riguarda la prevenzione incendi, il documento, suddivide anch’essa in due categorie:

  • La prevenzione incendi nell’edilizia, costituita dalle disposizioni normative in materia di urbanistica (distanza e ubicazione degli edifici, protezione del vicino, ecc…) e dalle disposizioni relative alle caratteristiche delle costruzioni (tipologia dei materiali, congruenza degli elementi costruttivi, ecc …);
  • La prevenzione incendi nelle aziende, costituita da un’organizzazione interna di lavoratori formati ed addestrati mediante il corso antincendio e pertanto in grado di gestire le emergenze, di organizzare la manutenzione dei dispositivi di estinzione e di garantire il rispetto delle misure di prevenzione e protezione incendi.

In conclusione, in attesa che il quadro normativo venga aggiornato con un nuovo decreto, restano sempre valide le disposizioni in materia di prevenzione e protezione antincendio fornite dal DM 10.3.98 e dal DPR 151/2011.

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