Valutazione Rischio Rumore e Indagine Fonometrica

Valutazione del rischio rumore: quando è obbligatoria

La valutazione del rischio rumore va effettuata in tutte quelle aziende che potenzialmente possono avere almeno un lavoratore esposto a fonti di rumore. L’obbligatorietà è sancita dal decreto legislativo 81/08 e rientra nel complesso dei rischi che devono essere valutati dal datore di lavoro all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi.

Indagine fonometrica: quando è obbligatoria

La valutazione del rischio rumore potrebbe prevedere un’indagine fonometrica. L’indagine fonometrica con le relative misurazioni del rumore deve essere effettuata in tutti quei casi in cui, a seguito della valutazione del rischio rumore, il datore di lavoro può fondatamente ritenere che il rumore possa superare gli 80Db (decibel). Generalmente il datore di lavoro per effettuare le suddette valutazioni viene supportato dal RSPP ed esperti di sicurezza sul lavoro.

Indagine fonometrica: quando NON è obbligatoria

In tutti quei casi in cui l’esposizione al rischio rumore è trascurabile. Per dimostrarlo il datore di lavoro può ricorrere a dati di letteratura relativi ad aziende similari (esempio fonti: Allegato n°2 alla Circolare n°45/92 dell’Assessorato Sanità-Igiene-Ambiente della Regione Lazio avente per oggetto: “Primi indirizzi applicativi del Decreto Legislativo n° 277 del 15 agosto 1991”, pubblicata in data 27 luglio 1992; “Linee Guida per la collocazione indicativa di attività e mansioni ai fini della definizione dell’obbligo di misurazione strumentale del rumore” concordato dal Dipartimento di Prevenzione dell’Az.USL di Modena con le locali associazioni imprenditoriali CNA - LAPAM-Federimpresa - Confcommercio - Confesercenti e CLAAI, pubblicato in data 13/04/2000), oppure effettuare alcune misurazioni fonometriche puntuali registrate nei momenti lavorativi in cui si ritiene il rumore sia massimo.
Per le attività e mansioni che presumibilmente presentano un valore del rumore inferiore a 80Db è possibile consultare queste linee guida dell’ISPESL a pagina 45.
 

Dall’apertura dell’attività, quanto tempo ha il Datore di Lavoro per effettuare la valutazione del rischio rumore e, se necessario, la conseguente indagine fonometrica?

La tempistica per la valutazione del rischio rumore rientra in quella stabilita per la valutazione dei rischi e redazione del DVR. Ossia: la valutazione dei rischi (dandone evidenza documentale) va effettuata all’apertura dell’attività e la redazione del DVR entro 90 giorni dall’apertura. Per maggiori dettagli si può consultare il seguente link.

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Ogni quanto va aggiornata la valutazione del rischio rumore?

La valutazione del rischio rumore e la relativa indagine fonometrica deve essere aggiornata ogni 4 anni. In ogni caso va ripetuta in occasione di significativi mutamenti che potrebbero averla resa obsoleta oppure quando il Medico Competente lo richiede.

Sanzioni al Datore di Lavoro in caso di inadempienze relative alla valutazione del rischio rumore ed indagine fonometrica

Arresto da 3 a 6 mesi ed ammenda che può variare da € 2.000 a € 6.400.

Valutazione rischio rumore: la normativa di riferimento

La normativa di riferimento relativa al rischio rumore è la seguente:
  •  D.Lgs. 81/08: Misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori; TITOLO VIII – Agenti Fisici
  •  D.Lgs. 195/06: Attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (rumore).
Le norme tecniche che integrano la suddetta normativa sono:
  • UNI EN ISO 9612:2011 “Acustica - Determinazione dell'esposizione al rumore negli ambienti di lavoro - Metodo tecnico progettuale”: norma che descrive un metodo tecnico progettuale per la misurazione dell'esposizione al rumore dei lavoratori nell'ambiente di lavoro e il calcolo del livello di esposizione sonora. Ai fini della legislazione vigente, la norma è da considerarsi complementare alla UNI 9432;
  • UNI 9432:2011 “Acustica - Determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell’ambiente di lavoro”: revisione della UNI 9432:2008, norma finalizzata a valutare i livelli di esposizione giornaliera, settimanale e di picco utilizzabili per gli adempimenti previsti dalla legislazione vigente.

Come si misura il rumore?

Il rumore si misura in decibel. Nello specifico si prendono in considerazione valori medi giornalieri di rumore. La variabile che identifica il rumore medio giornaliero a cui è sottoposto un lavoratore durante le 8 ore di lavoro è chiamato LEX 8h. 

Quali sono i livelli di rumore che non devono essere mai superati? 

Il livello di rumore medio durante la giornata lavorativa che non deve essere superato è di 87 Db (LEX 8h < 87 Db), mentre il valore di picco massimo è di 140 Db. In caso di superamento delle suddette soglie il Datore di Lavoro deve immediatamente cessare l’esposizione ed attuare misure di prevenzione e protezione che riportino l’esposizione al di sotto dei valori limite. Deve adoperarsi affinchè non si verifichino nuovamente superamenti dei valori limite. 

Quali sono i livelli di rumore ammissibili, ma superati i quali il Datore di Lavoro deve prendere dei provvedimenti?

Livello di rumore medio durante la giornata compreso tra 80 Db e 85 Db con valore di picco massimo registrato di 135 Db: 
  • Il Datore di Lavoro deve mettere a disposizione dei lavoratori i dispositivi di protezione dell’udito (tappi, cuffie o caschi) inoltre deve attivare la sorveglianza sanitaria in caso in cui richiesta dai lavoratori.
Livello di rumore medio durante la giornata compreso tra 85 Db e 87 Db con valore di picco massimo registrato di 137 Db: 
  • Il Datore di Lavoro deve assicurarsi che i lavoratori indossino i dispositivi di protezione dell’udito (tappi, cuffie o caschi) che sono stati assegnati loro, inoltre deve obbligatoriamente attivare la sorveglianza sanitaria.

Quali sono i danni che può provocare un ambiente di lavoro eccessivamente rumoroso?

Una esposizione prolungata a fonti di rumore con alta intensità può produrre danni all’apparato uditivo comportando una diminuzione delle capacità uditive. Il deficit può peggiorare e successivamente intaccare l’ascolto delle frequenze inferiori comportando difficoltà di comprensione e di comunicazioni verbali, inclusa la normale conversazione.
 
Gli effetti di una esposizione prolungata a rumori molto intensi tuttavia non sono circoscritti alle sole lesioni subite dalle cellule ciliate dell'organo del Corti, ma coinvolgono anche i sistemi neuroregolatori centrali e periferici come, ad esempio, l'apparato cardiovascolare, endocrino e sistema nervoso centrale, generando i cosiddetti effetti extrauditivi.
 
Secondo i dati INAIL l’ipoacusia e sordità da rumori rappresenta circa la metà dei casi di tutte le malattie professionali denunciate nel settore industriale.
La tabella sotto indica gli effetti da esposizioni a dosi crescenti di rumori riferiti ad una settimana di 40 ore lavorative:
 
Livello di rumorosità  5 anni 10 anni 20 anni 30 anni
80 dBA 0 0 0 0
85 dBA 1% 3% 6% 8%
90 dBA 4% 10% 16% 18%
95 dBA 7% 17% 28% 31%
100 dBA 12% 29% 42& 44%
 
Importante quindi è predisporre una indagine fonometrica mirata alle condizioni del luogo di lavoro specifico che possa prevenire e ridurre al minimo effetti dannosi sulla salute dei lavoratori.

Come si svolge un’indagine fonometrica?

Lo strumento che ci consente di individuare il livello di esposizione al rumore è il fonometro che verrà utilizzato nel seguente modo:
  • Calibrazione dello strumento;
  • Vengono svolte 3 misurazioni della durata di 5 minuti ciascuna per ogni singola fonte di rumore, compresa la misurazione del livello di rumore di fondo;
  • Ricalibrazione dello strumento per ridurre il rischio di incertezza dello strumento al fine di ottenere misurazioni chiare e veritiere.
Successivamente i dati raccolti verranno elaborato per ottenere una misurazione basata sulle 8 ore lavorative. In base ai risultati si applicano gli interventi preventivi e protettivi in base ai risultati ottenuti.

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